Ho più volte insistito sull’esporre correttamente, fondamentale per sfruttare l’intera gamma dinamica del
sensore e rendere fedelmente il colore. È vero, se scattate in Raw – come dovreste – potrete recuperare
foto molto sovra o sottoesposte: recuperare appunto, perché nulla sarà simile al risultato finale di uno
scatto ben esposto.
Abbiamo già visto che se cercate la massima precisione e potete lavorare con calma, l’esposimetro a luce
incidente o la lettura dell’esposizione sul cartoncino grigio rivolto verso l’obiettivo daranno i migliori
risultati. Ma se non avete tempo o possibilità di usarli, come accade nel 90% dei casi, cosa fate?
Esponete a forcella: regolate la macchina (ogni marca ha il suo modo di farlo, leggete il manuale) in modo
che, tenendo premuto il pulsante di scatto, essa riprenda alcuni scatti sottoesposti ed altrettanto
sovraesposti rispetto al valore che l’esposimetro indica. Quanti scatti in totale e quale intervallo fra uno
scatto e l’altro lo decidete voi. Ecco come faccio io.
Regolo la mia Canon in modo che effettui tre scatti in sequenza: -1 stop, 0 stop (valore dell’esposimetro) e +1 stop.
In postproduzione uso quello con l’esposizione migliore e cancello gli altri due per non occupare troppa memoria nell’archivio del mio computer.
Non so per quale ragione l’esposimetro – forse ingannato dal forte contrasto della scena – ha sottoesposto di 1,5 stop. Lo vedete nella prima immagine.
Avevo tuttavia impostato l’esposizione a forcella, quindi ho utilizzato lo scatto a +1 stop, aumentandone in Camera Raw l’esposizione di ancora 0.5 stop, una variazione piccola, che non incide significativamente sulla qualità complessiva dell’immagine.
Ho così ottenuto la foto di destra, ben esposta e quindi adatta al successivo ritocco in Photoshop.
Le occasioni in cui esporre a forcella può aiutarvi ad ottenere una buona esposizione sono più frequenti di
quante immaginiate. Ve ne cito alcune:
a) Scene molto luminose (mare, montagna) o molto scure (teatro, interni),
b) Scene molto contrastate, come quella che vi ho portato ad esempio
c) Ritratti: la fotocamera sottoespone le carnagioni chiare e viceversa sovraespone quelle scure
d) Scene illuminate da luci molto dure
In tutti questi casi le fotocamere moderne vi permettono di scattare in sequenza, senza interrompere la
continuità della ripresa. Allora, perché non farlo? Meglio un bel ricordo che un… rimpianto!
Infine, anche se la fotocamera espone correttamente, può essere utile in alcune occasioni (paesaggio,
architettura) usare lo scatto a +1 (sempreché le alte luci non siano bruciate) e diminuire l’esposizione in post-produzione: in tal modo di diminuisce il rumore digitale nell’immagine finale. Questa tecnica si chiama ETTR, Exposure To The Right: ne ho già accennato in questo articolo.


