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Nella fotografia digitale la sottoesposizione, ammenoché non sia intenzionale, è sempre da evitare: aumentando la luminosità in fase di elaborazione aumenta anche il rumore digitale, diminuisce la gamma tonale, si riducono i dettagli nelle zone d’ombra. In breve, l’immagine finale peggiora.

Provate voi stessi: sottoesponete una scena di un paio di diaframmi, aumentate l’esposizione in Photoshop e quindi ingrandite al 100% una zona d’ombra: il più delle volte vedrete grana e gamma tonale molto ristretta.

Osservate le prime due foto affianco con i relativi istogrammi: entrambe sono state scattate a ISO 200 e f/2,8.

Valore esposimetro

La prima è esposta secondo i valori misurati dell’esposimetro, ed è sottoesposta: il cielo e le nuvole occupano una buona parte dell’immagine, e l’esposimetro le ha avvicinate al grigio medio, sottoesponendo tutta la scena.

Valore esposimetro + 2

La seconda è compensata a +2 stop, cioè – mantenendo ISO e diaframma invariati – il tempo di esposizione è stato quadruplicato: l’istogramma si è avvicinato al bordo destro, ma non tanto da far risultare bruciate le alte luci, ovvero il cielo e le nuvole.

È dal secondo scatto che si ottengono i migliori risultati: con una minima elaborazione in Camera Raw e Photoshop, la foto risultante mostra una ampia gamma tonale (dettagli nelle luci e nelle ombre) e quasi nessuna grana. Ingrandendo la foto alla sua dimensione originale (32 cm x 48 cm a 300 dpi, per i più tecnici) le caratteristiche di cui parlo diventerebbero immediatamente evidenti.

EDC sviluppo corretto

Sembra quasi una foto realizzata in HDR (di questa tecnica parleremo presto) ma non è così: è solo una foto esposta correttamente.

EDC Sottoesposizione

Un altro esempio di sottoesposizione involontaria è quello della foto che compare in anteprima. Il colore chiaro dei marmi che ornano una delle porte della Basilica di San Petronio a Bologna ha ingannato l’esposimetro: la sottoesposizione in questo caso è di circa uno stop, recuperabile facilmente in Photoshop. Resta comunque il fatto che trattasi di un errore evidente e facilmente correggibile in fase di ripresa.

La mia regola, quando è ovviamente possibile seguirla, è quella di aumentare l’esposizione il più possibile, allungando il tempo di scatto, fino al limite della sovraesposizione delle alte luci. Se avrete attivato la relativa funzione, la fotocamera vi avvertirà se queste risultassero bruciate.

In elaborazione, scurire una foto un po’ chiara produce risultati molto ma molto migliori che schiarire una foto sottoesposta, come spesso sono quelle ottenute dall’esposizione automatica.