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Saper bilanciare la luminosità di primo piano e sfondo, diminuendo il contrasto della scena e rendendola ben leggibile, è l’abilità che più distingue il professionista dal dilettante. Allo scopo viene in nostro soccorso uno degli amici inseparabili dei quali ho parlato in un precedente post: il flash.

Nella foto che vi presento (scattata con l’attrezzatura che vedete nella foto in anteprima):

EDC fill in flash 2

lo sfondo, molto interessante, era decisamente più luminoso del soggetto in primo piano. Esponendo per lo sfondo il soggetto in primo piano sarebbe apparso come una semplice silhouette; al contrario aumentando l’esposizione per renderlo ben visibile, lo sfondo sarebbe risultato troppo chiaro e slavato, privo di dettagli.

Ho quindi usato una tecnica standard che vale sia in interni che in esterni: quella di usare il flash di riempimento detto anche il fill-in flash dagli anglofili. In dettaglio:

  1. puntando la fotocamera sulla parte luminosa dello sfondo ho misurato l’esposizione: 100 ISO, 1/200s, f/11, ed ho impostato questi valori in manuale in modo che restassero fissi reinquadrando la scena;
  2. ho quindi acceso il flash, in modalità automatica, per rischiarare il primo piano

Vi consiglio di esercitarvi a lungo su questa tecnica, tanto semplice e fondamentale quanto trascurata.

In genere, un flash dedicato in modalità ETTL riconosce da solo quando è usato come luce di riempimento e quindi autoregola la potenza di emissione, senza bisogno di interventi manuali sulla quantità di luce emessa.

Tale quantità può e talvolta deve essere tuttavia “compensata”, cioè aumentata o diminuita (in gergo compensata, attraverso il comando FEC, flash exposure compensation), per esempio per evitare che il “colpo di flash” sia troppo evidente ed innaturale.

Questo era proprio il caso della foto che vi ho mostrato: la giacca in pelle nera ha indotto l’esposimetro incorporato a sovraesporre facendo emettere troppa luce dal flash. Ho quindi compensato la potenza del flash a FEC -1. Questa operazione è lunga a descriversi ma rapida da compiere: basta fare uno scatto di prova e guardare immagine ed istogramma sullo schermo della fotocamera.

La foto non ha alcuna pretesa artistica: è solo una foto ricordo di un viaggio a Parigi, ma grazie al flash e ad un minimo di tecnica ho evitato di riportare a casa un brutto ricordo!

Quale flash ho usato? Il pop-up flash, quello incorporato nella fotocamera, spesso dileggiato oltre ai suoi demeriti poiché la luce emessa è puntiforme, molto dura e indirizzata direttamente in fronte al soggetto.

Accade tuttavia che il flash incorporato, se ben regolato ed attenuato da un diffusore come quello mostrato nella foto in anteprima, sia un aiuto prezioso per ottenere un ottimo risultato con poca fatica, particolare importante quando il peso dell’attrezzatura fotografica conta, come nella foto di viaggio.

Le situazioni simili a quella della signora fotografata a Parigi sono molto frequenti al punto che molti esperti consigliano di riprendere all’aperto mantenendo sempre il flash acceso e compensato a -1, -1.5, per evitare un “colpo di flash” eccessivo.

È un buon consiglio, che per ottenere il miglior risultato ha bisogno, tuttavia, di un accorgimento di cui parleremo in un futuro post sull’uso corretto del flash.