Semplice: usate un cavalletto. Il soggetto è immobile ed il cavalletto renderà tale anche la fotocamera, e la foto sarà nitida.
Ma se non lo avete, come spesso capita a me per pigrizia o effettiva scomodità, allora, impostate un tempo di esposizione breve, non più lungo di [1/lunghezza focale x 2]: per esempio, 1/100 di secondo – o più breve – se usate un 50 mm. In tal modo contrasterete il movimento della macchina, che è la causa di mosso nel caso di un soggetto immobile.
Molti autori suggeriscono [1/lunghezza focale], ma credetemi, spesso questo tempo è troppo lungo: ve ne accorgerete quando ingrandirete l’immagine al 100%.
Gli obiettivi o i corpi macchina stabilizzati permettono di ottenere una foto nitida anche con tempi tre o quattro volte più lunghi di quello necessario senza stabilizzatore. Uso spesso un obiettivo stabilizzato, ma scatto più foto in sequenza e scelgo la più nitida, in genere mai la prima.
Esaminiamo la foto seguente di una parte della facciata del Duomo di Milano:
Neanche a dirlo, non avevo il cavalletto, ma l’ottima luce mi ha perdonato: ho impostato la macchina su: 1/500s, f/8, ISO 100 con focale 70 mm, ottenendo un ottimo risultato, in termini di nitidezza e resa dei colori, grazie al veloce tempo di esposizione ed alla morbida luce laterale.
Tre suggerimenti:
- se usate il cavalletto, disattivate lo stabilizzatore se c’è, e regolate l’autoscatto su due secondi: quando l’otturatore scatterà la fotocamera avrà smesso di muoversi per la pressione da voi esercitata sul pulsante di scatto;
- se non lo usate, mantenete lo stabilizzatore attivo, ma continuate ad usare l’autoscatto su due secondi: il soggetto è immobile e non va da nessuna parte. Meglio approfittarne!
- Ricordate infine che la maggior parte degli obiettivi raggiunge la massima nitidezza con diaframmi da f/5,6 a f/11. Potendo, mantenete il diaframma in questo intervallo.
