Lo spazio è tridimensionale, e tale ci appare perché lo osserviamo con due occhi. Monitor e stampe sono invece superfici irrimediabilmente bidimensionali.
Per evitare immagini piatte, sulle quali l’occhio vaga senza una meta precisa prima di trovare il centro di interesse, occorre inserire una prospettiva e ricreare nelle foto il senso della tridimensionalità.
Nella prima foto che vi propongo creare profondità è stato abbastanza semplice: gli archi e le colonne sulla destra del porticato laterale della chiesa di S. Bartolomeo a Bologna conducono naturalmente lo sguardo verso il centro di interesse, il portale sullo sfondo:
Ho scattato in priorità di diaframmi, con un diaframma abbastanza chiuso, per avere a fuoco sia il primo piano che lo sfondo.
La seconda foto è più complessa: la tridimensionalità è data dalla presenza di un primo piano, il pittore, di un secondo piano, i passanti, e di uno sfondo, la facciata della basilica di S. Petronio. Notate come il primo piano è separato dallo sfondo: se avessi fotografato da un punto più basso i passanti sullo sfondo avrebbero passeggiato sul cappello del pittore. Separare primo piano e sfondo è un accorgimento molto importante, sul quale torneremo spesso.
Create profondità e tridimensionalità nelle vostre foto.
Potete ottenere il risultato in vari modi:
- avvicinandovi di più al soggetto usando focali più corte;
- riprendendo lateralmente, non frontalmente
- disponendo gli elementi dell’immagine a distanze diverse della fotocamera;
- sfocando lo sfondo usando diaframmi molto aperti per far risaltare il primo piano
- Inserendo nei paesaggi un primo piano o una figura umana
Scegliete il metodo più adatto alla situazione.
Ciò che conta è che l’occhio possa immediatamente individuare il soggetto, che deve occupare un’area predominante nell’immagine, e solo dopo soffermarsi sul secondo piano o sullo sfondo che completano la scena ripresa.
Ricordate: i grandangoli esaltano la prospettiva mentre i teleobiettivi la comprimono.

